Abolizioni vitalizi atto primo: la Camera approva!

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Abolizioni vitalizi atto primo: la Camera approva!

26 luglio 2017

Abolizione dei vitalizi atto primo?

Una riforma che scotta quella approvata oggi a Montecitorio. Sono state riscritte le regole per i vitalizi dei parlamentari. Il testo è stato approvato con  348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti.

Nel corso degli ultimi anni i vitalizi sono stati visti dai cittadini come un ingiusto privilegio per noi parlamentari. Non molti conoscono con precisione la materia. L’astio è derivato soprattutto dal fatto che, per come erano stati concepiti inizialmente, non era previsto un tempo minimo da trascorrere in Parlamento per riceverli. Quindi, via con i casi di parlamentari che ottennero i vitalizi con solo qualche ora di presenza

La disciplina è stata chiaramente cambiata nel corso degli anni. E’ stato stabilito un limite di permanenza alle Camere per percepirli, prima di 2 anni e mezzo ed oggi quasi un’intera legislatura.

Cosa cambierà con la Pdl a prima firma Richetti?

La proposta prevede l’abolizione per tutti degli attuali vitalizi e l’estensione ai parlamentari e ai consiglieri regionali del trattamento previdenziale oggi previsto per i lavoratori dipendenti, basato sul metodo contributivo.

Una precisazione: i vitalizi sono stati aboliti nel 2012, ma solo per i neo eletti.

Il sistema prevedenziale interamente contributivo varrà non solo per i parlamentari in carica ma anche per quelli che hanno cessato il mandato avendolo esercitato per almeno 5 anni e che già percepiscono vitalizio o trattamento previdenziale. Tanti esponenti delle prima Repubblica saranno toccati da questa normativa!

Il comma due dell’articolo 1 di questa nuova legge chiarisce infatti che la proposta si applica a tutti i titolari di cariche elettive. A quelli in carica alla data di entrata in vigore della legge, a quelli eletti successivamente e a quelli cessati dal mandato

L’età alla quale verrà corrisposto il trattamento?

Ad oggi il limite è fissato a 65 anni, con un però. Per ogni anno di lavoro in più alla Camera il parlamentare ha diritto di andare in pensione un anno prima rispetto al previsto, con un limite di 60 anni.

Con questa proposta si applicheranno i criteri anagrafici della legge Fornero (ma solo dalla prossima legislatura)!

Data l’importanza della proposta l’aula non ha perso occasione per mettere in piedi un animato dibattito.

Tra gli aspetti più controversi il fatto che la legge potrebbe costituire un precedente. Si è posta una pezza alla problematica con un emendamento in base al quale il ricalcolo interamente contributivo dei vitalizi dei parlamentari non potrà in nessun caso essere applicato alle pensioni in essere e future del lavoratori dipendenti e autonomi.

Oggi è stato fatto un passo importante per il nostro paese.  Lo Stato dovrebbe risparmiare circa 70 milioni di euro grazie a questa operazione.

Ora tocca al Senato!!

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Aggiornamento di fine legislatura: la proposta non è stata approvata dal Senato, e non è dunque diventata legge.

 

-MM-

2018-01-31T12:21:18+00:00