Nel primo pomeriggio di oggi ho presentato un’interrogazione in Commissione Agricoltura in merito alle gravi mancanze riscontrabili nell’apparato del Ministero dell’Agricoltura e nelle società ad esse collegate.

L’articolo 17 del Codice dell’Amministrazione digitale prevede in capo alle amministrazioni l’obbligo di nominare un responsabile per la transizione alla modalità operativa digitale.
Ad oggi la nomina del responsabile alla transizione digitale, per quanto riguarda il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali non risulta ancora effettuata.

La mancata nomina di questa figura ha comportato una serie di problematiche soprattutto in relazione alle funzioni che dovrebbe svolgere AGEA, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura.
La debolezza strutturale di AGEA, come emerso recentemente nella audizioni della Commissione digitalizzazione di cui faccio parte, si riversa anche sull’azienda  SIN, la spa che è partecipata al 51 % da AGEA.

Lo scopo primo di SIN è quello di gestire il SIAN, sistema informativo agricolo nazionale. Il SIAN rappresenta la maggiore banca dati del settore agricolo e forestale ed è costata negli ultimi 9 anni, circa 85 milioni l’anno.
Per cui se si ravvisa una cattiva gestione a livello di AGEA, questo si ripercuote su tutto quello che da lei dipende.

Tre gli elementi più critici che devono essere fronteggiati emerge la mancanza di un accettabile livello di colloquio informatico tra il Sian e i sistemi informativi degli organismi pagatori regionali e tra questi e il restante sistema della Pubblica amministrazione. Tutto questo dipende sempre dalla mancanza di personale della PA con competenze informatiche. La nomina del responsabile alla transizione al digitale è fondamentale, urgente e necessaria da tempo per cercare di sopperire a queste lacune.

Circa la mancanza di competenze tecniche ed informatiche di AGEA, che deve provvedere alla gestione e sviluppo dei servizi del SIAN, il Governo ci risponde che, nell’ambito del processo di riforma dell’agenzia, si renderà necessario dotare l’Ente di una organizzazione idonea a rispondere al compito istituzionale di gestione del SIAN stesso.

Ci auguriamo che queste modifiche nell’assetto dell’organico, possano produrre al più presto una gestione più efficace, colmando le carenze che impattano sugli agricoltori. L’agricoltura è ancora un settore chiave, e non deve esserlo solo a parole!

Di seguito la risposta che mi è stata fornita in merito alla questione:

 

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