Di mobilità elettrica se ne parla dal 2012, ma delle 19 convenzioni previste fra Governo e Regioni se ne devono attivare ancora 4 e anche quelle già sottoscritte non decollano, mentre i privati procedono a un passo più sostenuto.

E’ quello che, per sommi capi, è emerso dalle parole di Umberto De Basso De Caro, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Il Sottosegretario ha risposto, il 28 marzo in aula, alla mia interrogazione (n. 3-02909), circa lo stato di attuazione del piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. In particolare si domandava a che punto era l’attivazione della linea di finanziamento prevista dall’articolo 17-octies del decreto-legge n. 83 del 2012.

 

De Caro ha precisato che i pagamenti vengono fatti solo a fronte di stati d’avanzamento, quindi anche in presenza di progetti avviati, come la quasi totalità di quelli per i quali è stata sottoscritta la convenzione, non risultano ancora effettuati i pagamenti in mancanza dei presupposti richiesti dalle convenzioni medesime. Questo significa che tanti progetti sono ancora, di fatto, fermi, mentre per gli altri progetti le regioni proponenti hanno riscontrato diverse problematiche di tipo tecnico-amministrativo che ne hanno impedito la sottoscrizione. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, all’approvazione dell’aggiornamento del piano, il 22 dicembre del 2015, con decreto direttoriale, ha provveduto ad impegnare ulteriori risorse, pari a circa 28 milioni di euro, in favore di regioni e province autonome, chiedendo alle stesse di presentare dei programmi d’investimento per lo sviluppo delle reti di ricarica sui propri territori. Speriamo di vedere spese presto e bene queste risorse.

 

Se la mobilità elettrica non decolla la colpa è anche della lentezza con cui si procede all’installazione di colonnine pubbliche di ricarica per questi veicoli. Continuerò a monitorare lo stato dei lavori per incentivare al massimo questo graduale ma doveroso passaggio. Un’opportunità per cittadini e ambiente che non va più rimandata.

 

UN PO’ DI NUMERI: a gennaio del 2016 i punti di ricarica pubblici risultavano essere 1700 di tipo lento o accelerato e sulla base delle risorse allocate con il decreto ministeriale del 7 novembre 2014, nel corso del 2017 ne verranno installati altri 700.

Si aggiungono 10 punti di ricarica veloce, 300 punti di ricarica pubblici di tipo «lento» destinati ai soli veicoli leggeri (cosiddetta categoria L) e 48 punti di ricarica Tesla;

I privati attualmente risultano più avanti coi lavori: sono stati individuati 2 mila punti di ricarica in aree private, ma con accesso al pubblico.

 

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