bici_in_treno_262x200
C’ERA UNA VOLTA IL CICLOTURISMO
Sapete quanto sia forte il mio impegno per diffondere il cicloturismo, di quanto stia facendo per diffondere la cultura di una intermodalità che favorisca l’uso della bicicletta…

Pensate lo sgomento quando ho letto che nella mia Regione, l’Emilia Romagna, Trenitalia ha cancellato l’abbonamento annuale regionale “treno+ bici”, imponendo una spesa di 3,50 euro al giorno contro i 120 annuali.

 

Chiediamoci quali ripercussioni economiche e ambientali puo’ avere questa decisione non solo per i cicloferropendolari e per i turisti, ma per tutta la cittadinanza!
Ormai tutti parlano di sostenibilità ambientale ma solo pochi hanno trasformato le loro pratiche quotidiane concretamente per realizzarla!
E’ il caso di Sara Poluzzi che da 8 anni si reca al lavoro a Imola portando sul treno la sua bici da corsa e rinunciando alla macchina ha risparmiato qualcosa come 3,8 tonnellate di Co2.
E credo sia doveroso da parte delle Istituzioni occuparsi e appoggiare la petizione di Sara che chiede sulla piatta
forma Charge.org che Trenitalia istituisca un abbonamento nazionale “bici+ treno”.
Deve diventare normale poter disporre di un abbonamento valido su tutto il territorio nazionale – e non a discrezione delle Regioni, come avviene ora.
Solo definendo una politica di trasporti intermodali in cui la combinazione della bicicletta per piccole distanze con il treno e il trasporto pubblico potremo garantire ai cittadini e ai turisti una vera e propria libertà di movimento.