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Roma – Il 18 febbraio, la Camera dei Deputati ha approvato un mio ordine del giorno che impegna il Governo a portare al 10% l’imposizione Iva per i birrifici agricoli, aziende che in proprio producono almeno il 51% dell’orzo impiegato. Volere esatto del provvedimento che ho presentato all’aula, è il riconoscere queste realtà produttive quali agricole anche ai fini fiscali, condizione persa nel 2012, quando la Legge di Stabilità del Governo Monti ne ridefinì l’imposizione all’attuale 22%.

Il regime fiscale al 10% non è un vantaggio ma una giusta attribuzione e sono contenta che tale risultato sia arrivato grazie alla collaborazione con la Cia e la sua sezione imolese, presieduta da Giordano Zambrini, confederazione di agricoltori con cui da parlamentare ho sempre avuto un ottimo rapporto di informazione e dialogo.

Gli agricoltori che producono birra, coltivando in proprio almeno il 51% dell’orzo, possono beneficiare della tassazione su base catastale anziché sul reddito prodotto. Da oggi, anche ai fini Iva, la birra è riconosciuta come prodotto agricolo ossia rientra a fare parte a pieno titolo delle produzioni agricole cui è riservato l’accesso ai benefici della politica agricola comunitaria.

Grazie al presidente Zambrini e alla gentile e generosa risposta: “Era un riconoscimento che da tempo aspettavano i nostri produttori e che ora, grazie all’interessamento dell’On. Mara Mucci è arrivato a compimento e per questo va il nostro ringraziamento”.

Ne hanno parlato i quotidiani Il Resto del Carlino e La Voce di Romagna

e il sito Internet www.romagnanoi.it

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