imageSul grave ritardo nella predisposizione della piattaforma per presentare la richiesta del bonus mamme, ho interrogato il Governo

Interpellanza urgente
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie – Per sapere – premesso che:

l’articolo 1, comma 353, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, (legge di stabilità per il 2017) riconosce, a decorrere dal 1° gennaio 2017, un premio alla nascita, o all’adozione di minore pari ad 800 euro, erogato in unica soluzione dall’INPS. Il premio, che non concorre alla formazione del reddito complessivo, è corrisposto a domanda della futura madre, e può essere richiesto al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;

a tre mesi dall’entrata in vigore della legge, non si conoscono ancora le modalità di erogazione del cosiddetto bonus “mamma domani” e la procedura e il modulo per farne domanda non sono disponibili, in quanto l’Inps non ha ancora predisposto la piattaforma per presentare la richiesta online;

il Ministro per la famiglia Enrico Costa nei giorni scorsi ha assicurato che “la possibilità di fare domanda per ottenere l’erogazione una tantum di 800 euro, che spetta dal settimo mese di gravidanza fino alla nascita, sarà attivata tra breve e il ritardo non annullerà il diritto acquisito dall’inizio dell’anno.”;

l’Inps fa sapere che per predisporre la piattaforma online erano previsti fin dall’inizio alcuni mesi di tempi tecnici, ma garantisce di renderla operativa ai primi di maggio e il sistema per rilasciare i contributi pronto verso la metà del mese;

il 5 gennaio scorso il Presidente dell’Inps Boeri avrebbe inviato una lettera al dipartimento politiche per la famiglia, chiedendo di precisare i criteri per accedere alla misura, in quanto elementi necessari per assicurarne l’operatività in tempi brevi. La risposta del dipartimento sarebbe arrivata il 25 gennaio ma secondo l’Inps non avrebbe chiarito tutti i dubbi, anzi, per il bonus “mamma domani” i tecnici farebbero riferimento ai parametri utilizzati per il “bonus bebè”, tra i quali esiste anche la soglia di reddito, che non è invece prevista nella nuova misura per le neo-mamme che è universale. Ulteriori delucidazioni sarebbero arrivate a marzo, insieme a nuovi dettagli come il raddoppio del bonus in caso di parto gemellare, e tali modifiche avrebbero costretto l’Inps a rivedere la piattaforma telematica con ulteriori ritardi;

a fine febbraio sul sito dell’Inps è stata pubblicata una prima circolare che definisce nel dettaglio la platea dei beneficiari (cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie con permesso di soggiorno, residenti nel nostro Paese), senza però specificare coma presentare la domanda. Alcuni giorni fa una seconda circolare ha dato ulteriori indicazioni sulla misura, tacendo però sulle modalità per la richiesta;

il bonus “mamma domani” si aggiunge, come strumento a sostegno dell’incremento demografico, al “bonus bebè” previsto dall’articolo 1, commi da 125 a 129 della legge di stabilità per il 2015 che prevede per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. Tale assegno, che non concorre alla formazione del reddito complessivo, è corrisposto, a domanda, dall’Inps fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, residenti in Italia. Per la corresponsione del beneficio economico si richiede tuttavia che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente abbia un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui;

il Ministro per la famiglia ha assicurato che presto sarà operativa anche un’altra misura del pacchetto famiglia contenuto nella legge di bilancio 2017 (articolo 1, comma 355), ossia il “bonus asilo”, che consiste nell’istituzione, a partire dal 2017, per i nuovi nati dal 2016, di un buono di 1.000 annui per l’iscrizione in asili nido pubblici o privati. Il buono è corrisposto in undici mensilità (circa 90,9 euro mensili) dall’INPS al genitore che ne faccia richiesta presentando documentazione idonea a dimostrare sia l’iscrizione in strutture pubbliche o private, sia il pagamento della retta. Le modalità di attuazione di questa previsione saranno stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la famiglia, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze;

altra misura a sostegno della natalità prevista dalla citata legge di bilancio 2017 (articolo 1, commi 356 e 357) è la proroga per il 2017 e 2018 della facoltà riconosciuta alla madre lavoratrice, anche autonoma, di richiedere (al termine del periodo di congedo di maternità, per gli 11 mesi successivi e in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale) un contributo economico per il servizio di baby-sitting o per i servizi per l’infanzia (cd. voucher baby-sitting o asili nido);

l’operatività di tali norme è molto importante per le famiglie dato che rappresentano una forma di incentivo all’incremento demografico e di sostegno per le spese affrontate prima e dopo il lieto evento, considerato che le nascite che in Italia diminuiscono sempre più a causa della crisi economica e dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile che costringono molte coppie a rinunciare o a rinviare ad avere figli;

se i Ministri competenti non ritengano di mettere fine con urgenza alle diverse criticità sopra evidenziate, compreso il rimpallo di responsabilità, facendo sì che l’Inps, che avere delle responsabilità per la ritardata attuazione delle disposizioni di cui in premessa, predisponga al più presto e la piattaforma per la presentazione online della domanda di accesso al bonus “mamma domani” e non ritardi ulteriormente l’applicazione della normativa;

se non sia opportuno accelerare anche l’adozione del DPCM previsto dall’articolo 1, comma 355, della legge n. 232/16, che avrebbe dovuto essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, al fine di rendere al più presto operative pure le disposizioni relative al bonus asili nido.

Venerdì prossimo arrivera’ la risposta del governo.

A breve dunque per l’aggiornamento.

MM