La nascita di Industria Italiana Autobus – newco dell’industria dei trasporti su gomma partecipata dai cinesi di King Long (80%) e da Finmeccanica (20%) destinata a rilevare lo stabilimento BredaMenarini di Bologna e quello di Valle Ufita della ex Iveco Irisbus – si annunciava come un blitz estivo, ma a quanto pare ha finito per arrendersi a una tempistica fin troppo italiana.

Lo scorso 28 maggio, quando si annunciava il progetto, si era detto che l’operazione si sarebbe conclusa entro il 30 giugno.

Proprio ieri un centinaio di operai della Bredamenarinibus ha sfilato in corteo lungo Via di San Donato, al termine di un’assemblea dove sono emerse le preoccupazioni per il futuro dell’azienda e degli operai.

Personalmente fin dall’audizione alla Camera dell’allora  a.d. di Finmeccanica, Alessandro Pansa, rimasi molto perplessa quando sentii affermare che “BredaMenarinibus e’ un’altra fonte di perdita del nostro gruppo, anche se in valori assoluti abbastanza limitata. Noi cerchiamo di far diventare Finmeccanica un gruppo integrato, che abbia come denominatore comune tecnologie compatibili con tutte le attivita’ che il nostro gruppo svolge. Questo e’ vero nei settori di aereonautica, spazio e difesa; laBredaMenarinibus non e’ qualcosa di integrabile in questo ambito, e non ha la possibilita’ di sfruttare i vantaggi competitivi che potrebbe avere se fosse integrata in un gruppo piu’ ampio”. “Stiamo lavorando a piu’ di un’operazione possibile – proseguiva Pansa – per preservare lo stabilimento, i dipendenti e la capacita’ produttiva in Italia. Stiamo lavorando insieme al Ministero dello Sviluppo Economico per trovare, se possibile, una soluzione comune all’industria degli autobus italiani, ma valutiamo anche alternative a questa scelta, che in linea di principio sposiamo, se non si riesca a individuare un soggetto nazionale abbastanza forte sul piano patrimoniale”. BredaMenarinibus, ha aggiunto Pansa, richiede “consistenti iniezioni patrimoniali e capacita’ di sfruttare le economie di scala”. Il manager sottolineava che “il tema degli autobus in Italia e’ stato piuttosto sfortunato. Negli autobus si vivono gli stessi problemi dei trasporti ferroviari: BredaMernarinibus ha dimensioni estremamente piccole per il settore in cui lavora, un settore totalmente trasportato al di fuori del mondo occidentale. I maggiori produttori dibus sono infatti turchi, cinesi e indiani”.

Forse in molti non sanno o non sono consapevoli che BredaMenarinibusera una delle principali realtà italiane dell’industria dell’autobus per tradizione e storia. In quasi 95 anni di attività, nello stabilimento di via San Donato 190 a Bologna sono stati prodotti oltre 30.000 autobus che, circolando in tutte le città del nostro Paese, hanno trasportato milioni di passeggeri e hanno contribuito alla storia del trasporto pubblico italiano.

BredaMenarinibus vantava la più qualificata competenza nella progettazione di autobus; ogni modello veniva concepito e sviluppato interamente (carrozzeria e meccanica) dai propri progettisti con le più evolute tecniche di progettazione e calcolo.

Il 18 giugno scorso ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per lo Sviluppo economico a cui chiedevo innanzitutto chiarimenti sulle prospettive industriali e sui livelli occupazionali della Bredamenarinibus.

Inoltre, dopo l’approvazione della mia risoluzione in commissione circala produzione, la prototipazione, l’omologazione di veicoli elettrici, la conversione di veicoli da endotermici ad elettrici, vorrei dalla Ministra Guidi rassicurazioni circa le iniziative che intenda adottare in questo ambito, aspettandomi chiaramente che coinvolga Bredamenarinibus.

In ultimo, la Guidi dovrebbe spiegarmi come questa operazione con il colossprivato cinese dei trasporti, abbia effettivamente garantito la produttività italiana e come abbia migliorato le sorti dellaBredamenarinibus, un’azienda italiana, colonna portante del trasporto pubblico nazionale, che da sempre ha puntato su qualità, innovazione,sostenibilità ambientale e design italiano, soddisfacendo le mutevoli e diverse esigenze dei clienti italici ed esteri, contraddistinguendosi sempre per un’innovativa e avanzata competenza nella progettazione di autobus.

Stefano Del Rosso, ad di King Long Italia, voleva che l’operazione fosse conclusa entro il 15 luglio scorso, cosa che avrebbe consentito la possibilità di concorrere a gare per complessivi 380 autobus.

Ad oggi il Ministro tace.

Sul progetto e sul destino degli operai vi sono ancora molto ombre.

La paura più grande è che un’eccellenza della produzione italiana venga spostata in Cina.

E Come se non fosse abbastanza, non voglio neanche immaginare i disastrosi risvolti occupazionali.

M.