La composizione del Parlamento

Il Parlamento è formato da due Camere: quella dei Deputati e quella dei Senatori.
Della Camera dei Deputati fanno parte 630 membri eletti dai cittadini maggiorenni fra candidati che devono avere almeno 25 anni.

Il Senato è formato da 315 membri eletti da cittadini con almeno 25 anni di età fra candidati di almeno 40 anni. Del Senato fanno inoltre parte come membri “a vita” e non eletti gli ex Presidenti della Repubblica e i Senatori che il Presidente della Repubblica può nominare (fino a un massimo di 5) fra i cittadini con meriti particolari.

Il Parlamento dura in carica per 5 anni (la cosiddetta legislatura), tranne nei casi in cui siano sciolte anticipatamente le Camere.

L’organizzazione del Parlamento

Ogni Camera è indipendente dall’altra, si organizza con un proprio regolamento, ha un Presidente che dirige i lavori.

Per organizzare più efficientemente i lavori, ciascuna Camera si divide in Commissioni permanenti, formate da parlamentari di vari partiti in proporzione alla loro presenza nelle Camere di cui sono espressione.

Ogni Commissione ha una materia di cui si occupa e tutti i progetti di legge relativi a quella materia verranno esaminati innanzitutto dalla Commissione.

In alcuni casi la Commissione si limita a fare una relazione di presentazione del progetto a tutti gli altri deputati; il progetto di legge verrà poi votato in aula (Commissione referente).

In altri la Commissione vota addirittura il progetto, in quanto l’aula delega alla sua decisione se approvare o meno il progetto (Commissione deliberante); la Costituzione vieta di usare questo procedimento più rapido per alcune leggi particolarmente importanti, come la legge di bilancio.

Possono inoltre essere costituite Commissioni di inchiesta per condurre indagini su temi rilevanti dal punto di vista sociale o politico.

Infine ci possono essere Commissioni bicamerali, così chiamate poiché formate da Deputati e da Senatori.

Il controllo sul Governo

Oltre che con la mozione di fiducia e sfiducia, il Parlamento controlla costantemente il Governo per verificare che realizzi il programma.

Gli strumenti più importanti con i quali si manifesta questo controllo sono:

– l’interrogazione e l’interpellanza, domande che ogni singolo parlamentare può fare al Governo per conoscere informazioni su un dato fatto o su decisioni prese oppure su ciò che il Governo intende fare in merito a un determinato argomento.

– l’inchiesta, con cui attraverso una Commissione si vuole cercare la verità su un fatto di interesse politico generale: ad esempio la Commissione di inchiesta sulle stragi, sulla mafia ecc.

– la mozione, con cui i parlamentari votano a maggioranza una certa indicazione di comportamento per il Governo. Se il Governo la trascura rischia di perdere la fiducia del Parlamento.

Le decisioni

Fa parte del metodo democratico il fatto che le decisioni siano prese a maggioranza. Normalmente la maggioranza sufficiente è quella dei presenti (maggioranza semplice). In alcuni casi, però, la Costituzione richiede maggioranze più elevate: se viene richiesto il voto favorevole della metà + 1 dei componenti si parla di maggioranza assoluta. Se viene richiesta più di questa maggioranza si parla di maggioranza qualificata.

La funzione elettiva

Poiché il Parlamento è al centro della “macchina costituzionale”, ha il compito di eleggere altri organi dello Stato; per svolgere questa funzione i Deputati e i Senatori si riuniscono e in questo caso si dice che decidono “in seduta comune”.

Ecco gli organi che i Parlamentari eleggono:

– il Presidente della Repubblica, eletto con la collaborazione dei rappresentanti delle Regioni;

– 5 giudici della Corte costituzionale;

– 1/3 dei membri del Consiglio superiore della Magistratura.

La formazione delle leggi

Il Parlamento ha il compito più importante nella procedura di formazione delle leggi ordinarie e costituzionali: le discute e le approva. Vai a vedere la fasi con cui si formano le leggi ordinarie e costituzionali.

Le leggi ordinarie possono essere fatte su ogni argomento, anzi su alcuni la Costituzione stabilisce una “riserva di legge” (non possono essere regolate se non da atti aventi valore di legge).

Per quanto riguarda le leggi costituzionali, esse servono sia a modificare la nostra Costituzione (che è rigida) sia a integrarla.