MaraMucciAndreaLisiDigeatDopo una prima fase progettuale, sono impegnata a presentare Digitale in Comune al suo pubblico di riferimento: pubbliche amministrazioni e addetti al lavoro digitale. Al lancio ufficiale del 5 maggio, con conferenza nella sala stampa della Camera dei Deputati, ha fatto seguito mercoledì 11 a Milano la presentazione del progetto al DIG.Eat, evento organizzato da Anorc, che ha visto 41 relatori a confronto su app,  e-commerce, identità digitali, firme elettroniche, conservazione e protezione dei dati, contratti IT, Business intelligence e Big data (A questo link si può consultare lo speciale realizzato da Anorc in collaborazione con il Sole24Ore per il DIG.Eat).

Positive entrambe le prime uscite ufficiali di Digitale in Comune. A Roma, la presentazione di manifesto e progetto è stata accompagnata da quello che si può definire un risultato “collaterale”. Sul palco della sala stampa di Montecitorio, è intervenuto anche l’ingegner Alessandro Delli Noci, coordinatore nazionale di Agenda Digitale e referente dell’Anci. Associazione nazionale comuni italiani che ha aderito a Digitale in Comune, e di cui Delli Noci ha annunciato la volontà di istituire, nel prossimo turn over della PA, una quota obbligatoria di assunzioni di professionisti del digitale. Questa è una delle concrete soluzioni che la nostra iniziativa prevede: percorsi delineati di informatizzazione e formazione del personale degli enti locali, con definizione di specifiche figure dirigenziali a controllo delle procedure di digitalizzazione.

A Milano, la positività del contesto organizzato da Anorc non poteva che essere felice volano per Digitale in Comune.  Al desk sono state raccolte nuove adesioni e il progetto è stato illustrato a diverse aziende e associazioni del settore. Così sono intervenuta durante l’apertura del convegno: “Le norme ci sono, ma non bastano. Il metro di misura non sono gli altri paesi europei, ma le aspettative dei cittadini”. Questo per definire la primaria esigenza da rispettare al fine di garantire una piena digitalizzazione della Pa: ragionare sul concreto, con i protagonisti di questa rivoluzione: enti comuni, aziende e cittadini. Lavorare su ogni singolo passo strategico necessario e definire le competenze.

“Non basta fare  storytelling, un bel sito o un’app accattivante per fare vera digitalizzazione – ha sottolineato Andrea Lisi, presidente Anorc – bisogna agire alla radice dei processi sulla preparazione di chi quei processi deve materialmente gestirli”.

Roma, Milano e ancora Comuni. Fino al giorno delle elezioni, l’attenzione sarà concentrata sul presentare il progetto ai candidati sindaci dei Comuni italiani al voto. Con Anorc e le associazioni che hanno aderito al progetto (AnciIwa, Stati generali dell’Innovazione, Digiconsum e Procedamus), voglio promuovere una digitalizzazione che faccia leva su formazione, responsabilità e organizzazione.

Per i cittadini, gli amministratori e le aziende che volessero aderire e tenersi informati sul progetto Digitale in Comune, questo è il link al sito dove è inoltre possibile scaricare Manifesto e presentazione dell’iniziativa.