ultimocartellinoLICENZIAMENTI PUBBLICI

Chi non è d’accordo sul licenziamento rapido del dipendente che timbra il cartellino e va a casa alzi la mano. La mia non si alzerà. Con i nuovi decreti attuativi entro 48 ore sarà sospeso dal servizio e dallo stipendio il dipendente che, piuttosto che essere in ufficio, timbra e va altrove. Entro 30 giorni partirà poi il provvedimento che potrà portare al licenziamento,e, nei casi previsti, anche al risarcimento del danno d’immagine per lo Stato.

Qualcuno in questi giorni replica “le regole già esistevano”. Verissimo, ma erano quasi del tutto inapplicate.

La novità sta nell’avvio di un procedimento anche nei confronti del dirigente che non effettua la sospensione dal servizio del dipendente. Certamente questo servirà da incentivo al rispetto delle norme.
Il dirigente che non prende provvedimenti rischia infatti a sua volta un provvedimento disciplinare.
Non solo, rischia la denuncia per omissione atti d’ufficio. Reato punito con la reclusione fino a due anni.

Resta un grande tema.
I dipendenti pubblici, una volta arrivati in ufficio, hanno abbastanza lavoro, organizzato e periodicamente verificato? Sono all’altezza delle innovazioni anche digitali che la PA deve necessariamente mettere in campo? Sono motivati ed efficaci? Questa non è solo responsabilità loro, ma di chi organizza il lavoro e si pone gli obiettivi. Si tratta di capacità relazionali, di leadership, di gestione della squadra, che purtroppo (punto da migliorare) non si imparano a scuola.

Credo che alla PA serva infine una staffetta generazionale per vincere la sfida dell’efficienza dei servizi per la collettività. Perché anche l’informatizzazione non si inietta endovena, ma è frutto di studio ed attitudine. E su questo la politica ha responsabilità.

Credo che riservare una quota di spesa pubblica per questa mission possa essere la chiave di volta per aumentare la competitività dei servizi, e il riscontro positivo dei cittadini. Stufi di un servizio lento e di domande inevase.