movimento 5 stelle alla cameraIeri in aula c’è stata la discussione della legge di conversione del dl 35 del 2013, “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione,  per il riequilibrio finanziario degli enti  territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali” 

Posto che questa legge è importantissima e siamo assolutamente a favore del pagamento dei debiti arretrati della Pubblica Ammistrazione, come gruppo abbiamo fatto una forte opposizione riguardo ad alcune mancanze e non siamo soddisfatti del risultato ottenuto.

La nostra scelta di astenerci nella votazione finale di ieri è legata ad alcuni emendamenti proposti che non sono stati accettati:

  • Possibilità di istituire un fondo rotatorio per le PMI coi soldi derivanti dai finanziamenti ai partiti. Emendamento bocciato con la motivazione che quella non era la sede adatta per parlare dei finanziamenti ai partiti e modificarne la destinazione.
  • La possibilità di certificazione dei crediti non soltanto da parte dei notai come avviene ora, ma anche da parte di avvocati e commercialisti iscritti all’albo da più di cinque anni. Emendamento bocciato
  • Abbiamo proposto di dare la precedenza nei pagamenti alle imprese “oneste” a discapito delle imprese con sentenze penali passate in giudicato. L’emendamento è stato bocciato. Proposta bocciata, per quale motivo? Si è ritenuto in aula che non fosse un criterio da tenere in considerazione
  • Abbiamo infine proposto un altro criterio per stabilire un ordine nel pagamento dei crediti, l’anzianità. Ovvero un credito più vecchio ha la precedenza su uno più recente. Risultato, bocciato anche questo.

Speriamo che al Senato questi emendamenti potranno essere ridiscussi e magari essere approvati.

I soldi per finanziare il decreto e anticipare i soldi agli enti locali per il pagamento dei debiti arriveranno, prevede il decreto così come modificato dalla Camera, da tagli ai ministeri, al fondo per l’editoria, al fondo per la riduzione delle tasse, da parte dell’8 per mille Irpef statale e da riduzioni alle indennità di servizio all’estero per il personale delle ambasciate.