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Oggi scatta l’obbligo del Pos per esercenti, commercianti, professionisti e aziende. Quindi anche autotrasportatori, imprese di costruzioni, idraulici, falegnami, elettricisti, antennisti, manutentori di caldaie.

Questi operatori dovranno avere la “macchinetta” che consente ai clienti di pagare con il bancomat oltre la soglia dei 30 euro.

L’entrata in vigore della nuova disciplina e’ stata rimandata di tre mesi ma nonostante questo molti soggetti interessati non si sono ancora dotati del Pos. Tra i motivi i costi troppo alti di installazione e gestione, che incidono soprattutto sulle imprese e professionisti con basso fatturato.

Diverse professioni, tra cui architetti, avvocati, chimici e consulenti del lavoro hanno protestato più volte, sottolineando le criticità della disciplina, che estende l’obbligo a tutti senza fare adeguate distinzioni, con un tetto minimo (30 euro) troppo basso e con una mancanza di gradualità nell’entrata in vigore.

In virtù di questo, con l’avvicinarsi della scadenza diversi ordini professionali hanno preso le distanze dall’obbligatorietà, in forza del fatto che non è espressamente prevista dalla norma (Dl 179/2012, articolo 10, comma 4) una sanzione in caso di violazione. La norma introduce non «un obbligo» ma «un onere».

In conclusione la norma, da una parte vuole fare un passo in avanti in termini di tracciabilità dei pagamenti e lotta all’evasione, nonché un ampliamento e un’agevolazione a favore del cittadino, che disporrà di un ulteriore metodo di pagamento, ma dall’altra rischia di incidere negativamente sulle PMI con basso fatturato, professionisti e soprattutto per le nuove PMI come le startup.

Per avere un po’ di contezza: la Cgia di Mestre stima che un’azienda con 100mila euro di ricavo annuo, con il Pos, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull’incasso, dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro.

Il m5s da sempre è a fianco delle PMI. Per questo attraverso una risoluzione in commissione abbiamo chiesto al Governo di:

1) fare in modo che fino al 30 giugno 2015 l’obbligo riguardi soltanto i soggetti con almeno 200mila euro di fatturato;
2) escludere dal vincolo tutte le nuove attività per almeno due anni;
3) prevedere che i costi delle transazioni siano a carico delle banche.