FACCIAMO CHIAREZZA

Facciamo un po’ di chiarezza sui rinnovi degli uffici di presidenza della Camera.
I componenti dell’ufficio di presidenza di ciascuna commissione si dividono fra maggioranza e opposizione. L’ufficio di presidenza è composto da un presidente, due vicepresidenti e due segretari. In genere la maggioranza si tiene il Presidente, un vicepresidente ed un segretario. Le restanti cariche le lascia all’opposizione astenendosi col voto. Questo metodo serve proprio a concedere anche alle opposizioni voce in capitolo negli uffici di presidenza, nei quali si decide l’ordine dei lavori, si sceglie quale provvedimento incardinare e si avanzano le richieste di gruppo.

In generale, per un’equa suddivisione nell’ufficio di presidenza, i gruppi parlamentari, in modo civile, si trovano e fanno valere il proprio peso.
Ad inizio legislatura, è doveroso ricordarlo, in m5s che aveva in commissione più numeri degli altri, VOTO’ SOLO I SUOI CANDIDATI, erodendo quindi gli spazi democratici per le altre opposizioni a cui non restò praticamente nulla. Il m5s ottenne infatti quasi tutte le vicepresidenze di commissione.

Accade che chi oggi si lamenta (m5s), gridando all’inciucio e alla spartizione di poltrone, rimane a secco di cariche. Questo perché, a differenza della prima volta, le opposizioni si sono parlate, ed hanno deciso per un’equa rappresentanza dei gruppi. Il m5s si è rifiutato di partecipare al tavolo, snobbando il dialogo e i meccanismi democratici, e votando solo i suoi candidati, esattamente come la scorsa volta. Questa volta però i suoi numeri non sono stati sufficienti per accaparrarsi tutte le cariche, e se anche le altre opposizioni con una atto estremo di generosità avessero voluto votarli, non avevano semplicemente nemmeno comunicato i candidati. In altri casi invece, potevano ottenere un risultato, ma proponendo un candidato inviso ai più, hanno ricevuto in cambio uno sgambetto.

Accade che addirittura il m5s in commissione Lavoro Camera conta 6 membri, ma per il rinnovo dell’ufficio di presidenza il loro candidato ha preso 4 voti, 1 assente. Quindi se avevano possibilita’ se le sono comunque anche abbassate da soli. Lo stesso dicasi in commissione finanze, dove si sono votati in 5 su 6 componenti, e sarebbero andati a pari merito. Se avessero chiesto a noi, una cortesia l’avremmo fatta, ma per loro è dovuto. E noi non sapevamo il loro nome. In affari costituzionali erano 4 i presenti (già sapevano che non avevano speranze?). Per Le altre commissioni non ho i numeri.

Accade che oggi lamentano ciò che è loro dovuto, senza peraltro prestare attenzione agli altri alla stessa maniera. E accade d’altra parte, che quando gli viene offerto un incarico senza chiedere, come in Puglia, rifiutano.
Accade che a Imola le opposizioni non fanno in tempo ad accordarsi, e il m5s si prende due presidenze destinate alle opposizioni ,piuttosto che lasciarne una agli altri (hanno imparato dai colleghi parlamentari?), esattamente come oggi denunciano.

Ma spiegatemi: come funziona la democrazia?