LEGGE DI STABILITA’ 2015?

Vi racconto le mie proposte per migliorare il testo della legge di stabilità 2015 presentato dal Governo.

Innanzitutto per favorire le piccole e medie imprese, ho suggerito non solo di aumentare il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo al 50% (dal 25%- testo Governo) delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 ma anche di diminuire il riconoscimento di tale credito a un milione di euro per ciascun beneficiario (dai 5 milioni – testo Governo).

Inoltre ai fini della determinazione del credito mi sembrava giusto che fossero ammissibili anche le spese sostenute per qualsiasi tipo di impiegato – e non solo quello altamente qualificato – purché impiegato per la ricerca e sviluppo: in Italia il 65% dei brevetti industriali depositati negli ultimi anni dalle Pmi risulta avere come inventori persone non laureate.

Non credo che gli sgravi sulle assunzioni a tempo indeterminato siano il modo per aumentare l’occupazione. Se un’impresa ha incertezze di commesse, ed è in crisi, non assume comunque. Il lavoro va creato. In ogni caso vanno armonizzate le normative future con la misura dello sgravio fiscale. Ed in particole il jobs act che introduce tutele crescenti, con l’incentivo per le assunzioni. In particolare ho proposto dei correttivi grazie ai quali il costo di un eventuale licenziamento prima dello scadere dei 36 mesi (esclusi quelli per giusta causa) risulta superiore alla sgravio fiscale beneficiato, oppure in alternativa prevedere, un obbligo, in capo al datore di lavoro di assumere un numero di lavoratori superiore a quello di cui ha beneficiato con la presente misura, fatti salvi i casi di licenziamento per giusta causa.

Infine, ma davvero con tanta preoccupazione, ho rivolto la mia attenzione ai grandi esclusi da tutte le riforme di questo Governo: i lavoratori non dipendenti…gli autonomi, i freelance e gli stagionali.

Ho fatto una proposta alternativa per la modifica del regime dei minimi, con tetti che consentano a chi ha fatturati bassi di rientrare (sotto i 40000 euro) in un regime a bassa burocrazia, ed una per dedurre dall’imponibile IRAP non solo il costo del lavoro per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato ma anche quello per i contratti delle attività stagionali.

Inoltre ho suggerito una proposta che riconosca una contribuzione pensionistica figurativa uniforme ed equa per tutte le categorie di lavoratori.

Dulcis in fundo… ho ripresentato il progetto di un servizio di biglietteria telematica per il trasporto pubblico locale ed il rafforzamento con stanziamento di fondi per la banda larga(500 milioni), su cui ancora l’Italia risulta essere fanalino di coda in Europa.

Cosa ne pensate?

-mm-