Nell’iter che dovrebbe portare in tempi brevi ad una nuova legge elettorale è stato approvato con riformulazione uno degli emendamenti da me proposti.
Si farà un enorme passo in avanti in tema di raccolta firme.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore di quella che sarà la nuova legge verranno stabilite le modalità per avviare la sperimentazione della raccolta in via digitale delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle candidature e delle liste in occasione di consultazioni elettorali.
Grazie anche al mio impegno uno dei processi, ancora molto lontano dall’innovazione digitale, del nostro ordinamento, vedrà nuova luce.
Avremo una possibilità in più rispetto alla firma tradizionale. Ad oggi dovrebbe essere tutto più improntato al digitale. Non sono più accettabili lo spreco e le inefficienze dovute alla cattiva digitalizzazione.
La firma digitale certifica immediatamente l’identità di un cittadino, è uno strumento riconosciuto dalla nostra legge. E’ l’equivalente della firma autografa su carta, come stabilito dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
Nonostante l’Italia sia stata uno dei primi Stati Europei a disciplinare l’uso della firma elettronica qualificata e della firma digitale, questi strumenti stentano ancora ad essere diffusi e correttamente utilizzati.
Il mio lavoro può aiutarne la diffusione e rendere più innovativo il processo di raccolta firme.

Di seguito il testo dell’emendamento:
“Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro per gli Affari regionali, sono definite le modalità per consentire in via sperimentale la raccolta in via digitale delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle candIdature e delle liste in occasione di consultazione elettorali, anche attraverso l’utilizzo della firma digitale e della firma elettronica qualificata. Sullo schema di decreto è acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono nel termine di quarantacinque giorni”

 

MM