Bona Sandrini Resto del CarlinoSono salita sul carro prima che diventasse dei vincitori. Mi permetto questa battuta perché alla guida del metaforico carro c’è Bona Sandrini, persona
speciale e sulla quale è facilissimo vincere la scommessa. Persona rara, nelle capacità e nel cuore, premiata venerdì scorso dal Resto del Carlino con il Premio Biagi. Riconoscimento destinato a quell’associazione Alzheimer che Bona Sandrini ha fondato e che guida dal 1998 (http://www.alzheimerimola.it/). Una onlus che affronta la patologia attraverso tutto quello che non è farmacologico. In poche parole, portando sostegno e conoscenza ai famigliari, affiancando malati e parenti con iniziative di conoscenza e di intrattenimento. Un principio chiaro: non lasciarli soli. Un coinvolgimento che per questa tremenda patologia è tutto. Perché l’Alzheimer stravolge gli equilibri della vita quotidiana, ed un aiuto è indispensabile. Perché l’Alzheimer c’è chi lo nega, c’è chi non lo riconosce, chi ci si vergogna e chi vi sparla.

Ho incontrato Bona Sandrini giusto il lunedì prima che ricevesse il Premio Biagi, per conoscere lei e la sua attività. La mission dell’associazione è quella di accompagnare le persone affette dal morbo di Alzheimer e i loro famigliari, in questo nuovo cammino della loro vita. Accompagnare con l’esperienza di quanto possa essere dura affrontare da soli questa malattia. Il sostegno si traduce in momenti di incontro, di assistenza psicologica e di una sensibile campagna di normalizzazione. Normalizzazione perché l’Alzheimer è più diffuso di quanto si pensi.

La onlus imolese organizza i Caffè Alzheimer, incontri dove in una stanza i malati fanno attività collettive, balli, giochi, e in un’altra gli esperti dell’associazione relazionano con i parenti. A questa iniziativa con cadenza settimanale, l’associazione affianca eventi sul tema per i ragazzi delle scuole imolesi, feste presso Casa Alzheimer e altri seminari di approfondimenti, speciale quello con Letizia Espanoli e il suo progetto Sente-mente (https://www.youtube.com/user/EspanoliLetizia).

Dalla chiacchierata intercorsa con Bona nel presentarmi l’associazione e il suo lavoro, ho raccolto tenacia e una lunga serie di difficoltà incontrate. Le più ostiche da digerire, causate da chi, con un minimo sforzo, ti avrebbe potuto aiutare. Di contrappasso tanta generosità e attenzione da altre realtà della città. La potenza di Bona Sandrini, è sempre stata quella del tirare avanti, nel superare le salite e nel coinvolgere.

Bona Sandrini ha creato tutto questo, un giorno si è pure messa a cercare su internet una soluzione per “i miei nonni che si perdono”, dice lei, trovandola in un orologio con gps prodotto in Spagna, dotato di localizzatore. Ha cercato i fondi e li ha comprati per i suoi assistiti.

La straordinarietà di questo castello è che tutto sa di fresco coinvolgimento.

Le esigenze dell’associazione sono semplici: trovare volontari e psicologi che intendano appassionarsi al progetto. In ultimo una sede: uno spazio dove riunire gli uffici e i luoghi di incontro. Uno sforzo per rendere ancora più di riferimento l’associazione Alzheimer. E al quale tutti possiamo contribuire.