Il Senato in queste settimane è impegnato a discutere sulla norma che definisce la neutralità del dispositivo nei confronti delle applicazioni e del traffico.

Ogni consumatore ha il diritto di utilizzare qualsiasi software legale sui propri dispositivi. Nessuna società può impedire al consumatore di farlo.

Questo è quanto prevede l’articolo 4 della pdl “Disposizioni in materia di fornitura dei servizi della rete internet per la tutela della concorrenza e della libertà di accesso degli utenti”, articolo cardine della proposta Net neutrality, e principio attorno al quale ruota la legge. 

Ad oggi se un soggetto ritiene che venga violato questo principio può unicamente ricorrere all’Antitrust. Cosa comporterebbe tale ricorso? Anni e anni di attesa per ottenere, chissà quando, il risultato sperato.

Se questa proposta passasse il valico del Senato ci sarebbe un’alternativa all’Antitrust, più veloce e meno dispendiosa.

Si potrebbe immediatamente segnalare all’AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato) la violazione del principio di neutralità. Questa autorità avrebbe il compito di esaminare la segnalazione e procedere eventualmente ad una fase istruttoria. Il tutto, nel casi in cui venisse accertata la violazione, si concluderebbe con una sanzione pecuniaria. Un procedimento lineare. Che rende questa norma, una valvola di sicurezza contro la discriminazione. Se non esiste alcuna discriminazione non accade nulla. Qualora si verifichi però, il caso può essere deciso con semplici e brevi procedure legali.

Ora, è del tutto evidente, come frange pesanti si stiano frapponendo in dirittura d’arrivo, all’approvazione della legge. Numerosi sono gli articoli che in questi giorni minano la valenza della norma, tramutandosi in vere e proprie fake news. Interpretazioni faziose e da cattiva informazione.

E’ stato persino detto che il responsabile innovazione del PD, Sergio Boccadutri, sia contrario a questa proposta. Cosa chiaramente non veritiera, dal momento che egli stesso aveva proposto una versione ancora più stringente della normativa. Informarsi per credere. Qui tutti i dettagli!

Se davvero fosse come scrivono, ovvero che Boccadutri ha cambiato parere in merito alla legge Quintarelli, quale sarà stata la miccia scatenante? Cos’è accaduto nel frattempo? Una norma importante, che non può essere bloccata dallo spettro dell’anti apple. Semmai chiamiamola norma pro consumatori!

-MM-