Mucci sabato sera 2Referendum sulle trivelle e sulla Costituzione, ecco i temi su cui sono stata chiamata a rispondere da Paolo Bernardi, giornalista del settimanale imolese Sabato Sera. Sono i temi del momento e per la legalità di entrambe ho dato battaglia affinché gli venisse data reale opportunità di scelta. E’ paradossale, ma proprio il referendum, che per definizione è la scelta affidata ai cittadini, in questi casi è stato minato dall’impossibilità di una libera e consapevole scelta.

I motivi, caso trivelle: consultazione indetta alla prima data disponibile, sacrificando oltre misura le esigenze di tempo per una corretta informazione dell’elettorato. Cittadinanza che si è recata al voto in un caos informativo premeditato e con una sola certezza: il referendum vestiva i panni di un plebiscito pro o contro Renzi; premier che per primo si è espresso in merito invitando all’astensione.

Caso Costituzione: qui la libertà di scelta è limitata dal tipo di quesito che ci si appresta a votare ad ottobre. Senza una scorporazione dei temi affrontati dalla Riforma, non vi sarà reale possibilità di scelta: o si accetta la riforma nel suo complesso o la si boccia. Questo è sbagliato alla luce di una riforma eterogenea che affronta aspetti quali il nuovo Senato della Repubblica, non più elettivo ma di consiglieri regionali e sindaci, che ridisegna l’iter legislativo del Parlamento, che apre ad un nuovo rapporto tra Stato e Regioni in termini di infrastrutture ed energia, e che elimina il Cnel. Un testo di riforma che riguarda il 35% degli articoli della Costituzione e che perciò va affrontato in sede referendaria con quesiti parziali. Viceversa sarà la seconda consultazione vestita da plebiscito pro o contro Renzi.