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Caro Presidente Renzi,

rispondiamo per punti ad alcune sue affermazione di oggi in aula.

I famosi 80 euro ad una ristretta di cittadini come politica per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie?
Ci dispiace ma non funziona sia perché oggi l’Italia non vanta una fiscalità affidabile e quindi viene percepito come un beneficio che presto o tardi verrà tolto, sia perché non rappresenta un vero meccanismo di redistribuzione. Di fatto non va a valutare nel dettaglio le singole situazione dei soggetti che beneficiano del bonus (proprietà, famigliari a carico, …..)

Non è sufficiente che lo stato centrale metta a disposizione delle somme se poi la pubblica amministrazione non valuta e seleziona chi ha effettivamente più necessità di percepire questi bonus. Così non viene messa al centro la famiglia e chi ha figli da crescere.

Lei ha parlato delle differenze tra categorie di lavoratori: condividiamo che non vi debbano essere più differenze tra lavoratori pubblici e privati, tra dipendenti e autonomi, tra dipendenti di piccole e grandi aziende. Alcuni esempi.
Oltre alla maternità che deve essere un diritto per tutte le donne, indipendentemente dalla forma contrattuale e dall’anzianità di servizio, le ricordiamo che oggi anche il sistema degli assegni per il nucleo famigliare non è un sistema giusto, e non sostiene in ugual modo tutte le famiglie, oltre a erogare somme che sono indegne e non sufficienti per il mantenimento di una famiglia.
Una revisione completa del sistema degli assegni famigliari potrebbe essere veramente un sistema di corretta redistribuzione della ricchezza, dando capacità di acquisto a chi più ne ha bisogno: le famiglie che sono il futuro della nostra società.
Noi faremo le nostre proposte in sede di delega sul lavoro, lei le caldeggerà?

Siamo concordi che i diritti dei lavoratori non debbano dipendere dal numero dei dipendenti dell’azienda per cui lavorano, ma la proposta di unico ammortizzatore sociale non le sembra tanto il nostro reddito di cittadinanza???
Auspichiamo quindi, anzi siamo certe che terrà in considerazione la proposta che abbiamo presentato nei provvedimenti che in questo ultimo anno si sono susseguiti.

Per quanto riguarda le aziende attendiamo con ansia la riduzione del costo del lavoro e l’abolizione dell’Irap da Lei prospettati (il 10% di riduzione attuata è insufficiente), quanti governi l’hanno promesso alle aziende?
L’Irap rappresenta un’imposta iniqua, che colpisce il costo dei dipendenti e va rivista.
La possibilità di abbassarla deriva dall’efficienza della sanità, eliminiamo gli sprechi, eliminiamo l’irap. Siamo 17 punti sopra la gran Bretagna per quanto riguarda il Cuneo fiscale. Quello è il potere d’acquisto delle famiglie!

Corretto che le aziende non siano vessate da un susseguirsi di controlli effettuati da soggetti diversi. Quindi definiamo “chi deve controllare cosa”, senza sovrapposizione di competenze, prevediamo che non si controllino solo le aziende segnalate ma che i controlli avvengano su tutte le aziende a rotazione, senza colpire sempre gli stessi.
Ottimizziamo le ispezioni, inviando ispettori che richiedano il materiale necessario per un controllo generale dell’azienda (diritti lavoratori, inps, inail, fisco) che poi verrà valutato da una squadra composta da ispettori competenti per materia.
Questo potrebbe permettere più controlli contemporanei e più ad ampio spettro.

Noi faremo le nostre proposte, lei le caldeggerà?

Presidente, ha detto che per chiedere sforzi alla popolazione bisogna partire dalla classe politica, per dare l’esempio, le chiediamo quindi di chiedere un maggior sforzo anche a coloro che percepiscono pensioni di importi elevati che sono viste come un’ingiustizia da coloro che la pensione non sanno neppure se la percepiranno mai.

Per quanto riguarda i fondi europei, è assurdo che ancora ci siano regioni che restituiscono contributi non utilizzati, quindi siamo d’accordo, utilizziamoli meglio, ma responsabilizziamo anche coloro che sono delegati alla gestione di queste risorse e i bandi collegati al loro utilizzo. Ci chiediamo: è mai stato sanzionato un dirigente colpevole del mancato utilizzo dei fondi?

Concludiamo, per farLe capire i grossi limiti della nostra amministrazione pubblica, con cui i cittadini si confrontano ogni giorno: ha mai provato ad attivare dei voucher che in teoria dovrebbero facilitare i pagamenti di prestazioni occasionali? Una delle operazioni più difficili che ci sia mai capitato di fare!!!
Anche questo e’ il fisco amico.

Mara Mucci e Gessica Rostellato