movimento 5 stelle alla cameraEcco cosa è successo ieri, 11/06/2013.

La giornata è cominciata come al solito con la nostra riunione di commissione del martedì alle ore 9.

A seguire alle 12 è arrivato per la discussione in commissione il decreto legge 61/2013 sull’ILVA, che dovrà essere convertito in legge. La cosa interessante è che come relatore fosse stato indicato l’onorevole Raffaele Fitto, ex  Presidente della regione Puglia, recentemente condannato a 4 anni di reclusione per corruzione, abuso d’ufficio e finanziamenti illeciti, e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Ci comunicano che lui è la persona più indicata per effettuare la relazione sul decreto… meritocrazia? A voi l’arduo giudizio.

Successivamente in aula si è votato la ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Repubblica Italiana e Repubblica San Marinese, per evitare doppia imposizione di imposte sul reddito e prevenire frodi fiscali.

Per effetto dell’articolo 26 della convenzione facciamo un passo in avanti in materia di Scambio di informazioni e quindi limitiamo in maniera significativa il segreto bancario. Ponendo un primo importante tassello per arginare l’evasione e l’elusione fiscale. Uno dei comportamenti preferiti per gli italiani al confine con San Marino.

Ci auguriamo che il contrasto ai paradisi fiscali sia visto con maggior decisione e serietà. Da sempre l’Italia ha un rapporto molto diretto e piacevole con i paesi che applicano regimi fiscali ai limiti del criminale, pensare che la stima di evasione ed elusione che questi garantiscono si aggira intorno ai 23mila miliardi di euro. Se l’Italia e l’Europa volessero veramente recuperare qualcosa a livello economico, saprebbero perfettamente dove andare a cercare.

Ci auguriamo che tutte le convenzioni in futuro tengano conto di quanto abbiamo segnalato in aula e che la lotta si concentri sulle grandi evasioni fiscali con decisione e non con l’accanimento sui piccoli artigiani e sulle piccole e medie imprese.

Auspichiamo inoltre, come abbiamo segnalato in un ordine del giorno sottoposto al governo, un attento monitoraggio degli effetti della convenzione.  L’ordine del giorno è stato però bocciato.

L’episodio però più significativo ha riguardato le mozioni presentate a sostegno dell’università, cultura e scuola. Noi come m5s abbiamo presentato la nostra mozione (che impegna il governo in un atto) che chiedeva di ripristinare tutti i fondi che in questi anni (in particolare negli ultimi due anni) sono stati tolti alla scuola. Parliamo di quasi 8 miliardi di euro tolti al settore scuola e università nella sola XVI legislatura, con una voce che passa dal 10,6% del bilancio al 9,1%, producendo un processo di impoverimento culturale e sociale che mina la stabilità del vivere civile e solidale e che relega l’Italia agli ultimi posti in Europa in quanto a investimenti in istruzione (Germania e Francia investono fino a 10 volte di più!). Parliamo anche del precariato scolastico, diventato elemento strutturale del sistema, a causa delle politiche che hanno impedito un graduale assorbimento da parte di chi ha subito procedure concorsuali.

Dopo aver discusso le mozioni abbiamo quindi proposto di unificarle in una unica (tutti i partiti ne avevano presentata una, e farne una unica significa dargli una forza maggiore). Ci siamo quindi riuniti assieme agli altri membri dei partiti che hanno presentato le mozioni, e con impegno ci siamo messi a tavolino per farne una unica. Ci hanno chiesto di togliere la parte che si riferiva alle riforme dell’ex ministro Gelmini, l’abbiamo fatto, pur di unificare le mozioni e dare un respiro al settore scuola e istruzione.

Quando si è proceduto alla votazione però, il Governo ha dato parere negativo. Risultato? Il PD ha detto che non poteva votare la mozione, per non andare contro la decisione del Governo, quindi la mozione è stata bocciata.

Queste sono le contraddizioni del PD, e il limite grosso di questo Governo delle larghe intese.

Alla prossima!

Mara Mucci