Sistema Rousseau e Movimento 5 Stelle: questo l’oggetto dell’intervista che mi è stata fatta dal TG5, in contrapposizione alle dichiarazioni di Danilo Toninelli.

La mia posizione sul metodo decisionale interno al Movimento è sempre stata chiara: tutto condivisibile a livello teorico, ma senza un controllo che non sia della proprietà, il valore partecipativo e rivoluzionario è a conti fatti nullo. Questo è un sistema che porta il nome di un illustre filosofo ma che nel reale è aperto ad una ristretta cerchia di persone e dove l’avanzare un’opinione è impossibile se non attraverso le alte gerarchie del Movimento. Mancano trasparenza e democrazia, poiché le proposte di voto sono ad esclusivo servizio degli eletti e degli autorizzati dallo staff. Infine l’interazione: limitata alla possibilità di fare commenti. Una rivoluzione aperta solamente ad una elite di persone. Una rivoluzione di cui sono capaci tutti. Senza la possibilità di verifica di quanto accade, manca la legalità dei voti e delle iniziative.