voucherinterrogazioneLa digitalizzazione sembra essere la parola d’ordine quando si parla di Stato ed imprese. Da tempo sulla bocca di tutti gli schieramenti politici ed osservatori. Secondo il Digital Economy and Society Index 2016 (DESI) – l’indice che valuta attraverso cinque indicatori (connettività, capitale umano, utilizzo di internet, integrazione della tecnologia digitale e servizi pubblici digitali) gli stati membri dell’UE dal punto di vista dell’economia digitale –, l’Italia è tra gli Stati meno sviluppati, sia dal punto di vista infrastrutturale (banda larga fissa) che delle competenze (gli italiani sono 24esimi su 28 per le competenze digitali basiche).

Dal punto di vista delle imprese la situazione migliora: le nostre imprese sono tra le prime nell’UE ad utilizzare i servizi cloud. Nel corso del 2015 sono aumentante anche le imprese presenti sui social media, passate dal 12 al 14% del totale delle aziende con più di dieci dipendenti e attive nel settore non finanziario, e quelle che vendono on-line sia in Italia (dal 5,1% al 6,5%) che oltre confine (dal 4 al 5,2%).

L’e-commerce consente alle imprese la possibilità di espandere i loro mercati, nonché diventare più competitive in quelli in cui già operano. Stessa importanza riveste l’utilizzo di software per la condivisione interna delle informazioni, in italia fermo al 36%, che consentirebbe una maggiore efficienza aziendale e cultura digitale. 

Dal punto di vista legislativo, incentivi nella direzione della digitalizzazione, connettività ed ammodernamento tecnologico ci sono stati. Almeno sulla carta. Parliamo in particolare del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145: “Interventi urgenti di avvio del  piano Destinazione Italia” (convertito con modificazioni dalla L. 21 febbraio  2014, n. 9) dove si prevedono all’articolo 6, al fine di favorire la  digitalizzazione la connettività e l’ammodernamento tecnologico delle piccole e  medie imprese, nell’ambito di apposito Programma Operativo Nazionale della  programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, finanziamenti a fondo perduto tramite Voucher, di importo  non superiore a 10.000 euro. 

Totale stanziato dal provvedimento: 100 milioni di euro.

L’iter di attuazione di quanto previsto non era certo dei più snelli: era necessaria l’adozione di un decreto Ministeriale che, il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il  Ministero dell’Economia hanno in effetti emanato in data 23 settembre 2014.

Tale decreto interministeriale  rinviava a un decreto direttoriale la definizione dei moduli da utilizzare per  presentare la domanda di accesso al contributo e dei termini di apertura dello  sportello telematico, oltre che l’indicazione del riparto su base regionale delle  risorse finanziarie disponibili. E qui ci fermiamo.

Ad oggi, mancano i decreti direttoriali e la delibera CIPE di ripartizione dei fondi nelle aree del centro nord Italia.

I voucher da massimo 10.000 ad impresa, che dovevano aiutare le stesse a digitalizzarsi, ammodernare i processi e la connettività, rendendole più competitive sul piano – già affollato e agguerrito- internazionale, sono spariti nel nulla

Ho interrogato dunque i Ministri dello sviluppo economico e delle finanze, per capire quando provvederanno a rendere operativi i finanziamenti di cui in premessa.  Speriamo in una celere risposta.

Ci va bene anche in formato digitale /-)

-MM-gattaccio