Le Startup sono palestra e cultura imprenditoriale, che necessita di un contesto favorevole all’innovazione, per attrarre (o trattenere) in Italia talenti e imprese.

Nelle scorse settimane ho fatto visita a diverse start-up imolesi: ho trovato ragazzi giovani, con voglia di fare e con le competenze prettamente tecniche da mettere in campo.
Negli ultimi anni questo tipo di impresa è proliferato esponenzialmente sia a livello nazionale che internazionale. Il primo sostegno normativo risale al 2012, con il decreto Crescita 2.0 con il quale l’allora Governo Monti ha cercato di mettere insieme una normativa indirizzata allo sviluppo e alla crescita del Paese.

Il decreto definiva le ormai celebri Start up Innovative, le società di capitali con oggetto sociale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.
A questo primo intervento da parte del legislatore ne sono susseguiti tanti altri, quali ad esempio l’Investment Compact, volti alla creazione di un organico di norme aventi lo scopo di favorire la crescita di nuove imprese innovative.
Ad oggi queste start up, sin dal momento in cui decidono di costituirsi, posso fare riferimento a diverse agevolazione create ad hoc.
Dal luglio 2016, infatti, possono redigere il loro atto costitutivo gratuitamente, secondo un modello uniforme personalizzabile con firma digitale.
Per poter essere immediatamente visibili sul mercato è stata creata una vetrina on line, dove le start-up possono inserirsi, senza alcun onere, per aumentare la propria visibilità verso investitori nazionali e esteri. E proprio questi ultimi sono i protagonisti di un’altra misura agevolativa. Sono previsti, incentivi fiscali all’investimento nel capitale di rischio delle start-up innovative provenienti da persone fisiche e giuridiche. Nello specifico, si tratta di una detrazione pari al 30% dell’investimento.
In tempi un cui è sempre più difficile richiedere crediti alle banche per finanziare i propri progetti, questo nuovo modello di impresa può accedere ad un Fondo di Garanzia per le PMI, avente lo scopo di facilitare l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari.
Tutte queste agevolazioni sono contenute in un corpus non snellissimo dal punto di vista della comprensione, soprattutto per chi esce dall’università ed ha competenze tecniche non giuridiche. Anche per questo motivo, è fornita alle start up assistenza in materia normativa, societaria, fiscale e creditizia da parte dell’Agenzia ICE, che fornisce alle start up questo supporto con uno sconto del 30% rispetto ai costi standard.
Le facilitazioni non finiscono qui. Con la Legge di stabilità 2017 ed il più recente Piano industria 4.0 sono state messe in campo importanti misure tese a favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte di queste imprese. Superammortamento e Iper ammortamento ne sono solo due esempi. Con queste due misure si è voluto favorire il rinnovamento della dotazione tecnolologica, prevedendo incentivi ad hoc per poter acquistare macchinari ad alto contenuto tecnologico ed anche software.

È del tutto evidente che però le agevolazioni da sole non bastano.
Le startup hanno bisogno di luoghi favorevoli per crescere e per completarsi. Perché per emergere e consolidarsi le competenze tecniche non bastano. Serve mettere a sistema altri tipi di conoscenze, come quelle commerciali, di marketing e amministrative. Per evitare di perdere occasioni date dai bandi regionali e Pon, e per intercettare le potenzialità degli strumenti web. Affinché siano sempre di più le startup in grado di trasformarsi in impresa innovativa. E per non disperdere il capitale di fantasia ed energia che i giovani possiedono.

Infine, in vista della legge di stabilità, farò tesoro delle osservazioni e delle esigenze dei giovani imprenditori che ho incontrato, in modo da poter incentivare lo sviluppo di queste realtà, motore trainante del nostro Paese.

 

MM

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