finanziamento ai partitiIn attesa della riforma sul finanziamento ai partiti, oggi in aula abbiamo discusso la mozione sul blocco del finanziamento, in attesa della suddetta riforma.

La nostra proposta era banalmente abolizione immediata dei rimborsi elettorali, senza alcuna fase transitoria; no al 2 per mille, ma per le libere donazioni da parte dei cittadini introduzione del tetto massimo e detrazioni equivalenti a quelli per le Onlus. Le proposte di modifica del nostro gruppo alla camera sono 58, e prevedono anche la reintroduzione dell’imposta sulle successioni e sulle fondazioni per i trasferimenti in favore dei partiti; obbligo di dotarsi di un bilancio consolidato con applicazione del reato di falso in bilancio nei confronti dei partiti e la possibilità di attivare class action in caso di certificazioni irregolari da parte delle società di revisione; obbligo di dotarsi semplicemente di uno statuto per accedere ai benefici di legge; allargamento della concessione di spazi fisici e tv anche a partiti senza rappresentanza parlamentare.

I soldi del finanziamento pubblico fanno gola a tutti. Sono stati dimezzati rispetto agli anni precedenti ma non basta.

C’e’ stato un referendum a dirlo, fatto nel lontano 1993, che chiedeva l’abolizione non il dimezzamento. E questo è solo uno dei motivi per cui i partiti avrebbero dovuto votare la nostra mozione. Gli altri motivi? Beh ad esempio le promesse da campagna elettorale, ma si sa, quelle difficilmente poi si rispettano.

Intanto noi coi fatti le abbiamo mantenute, le promesse. Con il 25% di consensi alle elezioni politiche ci spettavano 42.782.512,50 di euro. Una bella cifra anche solo da leggere! Restituita.

(Lo stipendio e la diaria non la conto. Restiamo sul pezzo)

Per gli altri, quelli che non restituiscono, restano a parte le promesse, un enorme divario tra i fondi spesi per la propaganda (quest’anno pochi) e le somme che si mettono in tasca.

Le proposte delle altre forze politiche d’altro canto erano, ad esempio per il PDL:

Via il meccanismo del due per mille, su cui era di fatto imperniata la riforma della legge. Niente concessione ai partiti di sedi e spazi tvinnalzamento delle soglie che prevedono obblighi di dichiarazione da parte del donatore e depenalizzazione del reato di finanziamento da parte di società statali  e di quelli delle società private non iscritti a bilancio. Infine, un emendamento che estende le competenze sulla materia del finanziamento ai partiti, oggi assegnate a ministri per le Riforme e per i rapporti con il Parlamento, anche al ministro dell’Interno.

Sel si e’ limitato a chiedere  l‘istituzione di una commissione di studio per analizzare il tema del finanziamento.

Ma cosa ancora non sappiamo di questi finanziamenti? Chiediamolo agli ex tesorieri come Lusi o Belsito.

A passare sara’ la mozione della maggioranza che appoggia il percorso indicato dal ddl del Governo sul passaggio da un sistema di finanziamento prevalentemente pubblico ad un sistema di finanziamento indiretto fondato sulla volontarietà.

In aula ci siamo quindi limitati a votare la nostra mozione, unici assieme alla Lega, e ad uscire lasciando sul tavolo del Governo banconote (finte) da 500 euro.

A voi il (clemente e anche non) giudizio.