vigili-fuoco-incendioIn settimana ho ottenuto dal Ministero dell’Interno la risposta all’interrogazione inoltrata a fine novembre sui vigili del fuoco.

Chiedevo informazioni sul personale detto “discontinuo”, il numero degli iscritti in questo registro e la sua utilità di intervento. Si chiedeva inoltre un approfondimento mirato ad un progetto di regolarizzazione di queste professionalità.

La risposta data dal Viminale – l’interrogazione era rivolta anche al ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione – ha riproposto le iniziative di tutela in essere per la categoria dei vigili del fuoco discontinui, la riserva di un 25% di posti nei bandi pubblici per entrare nel Corpo e la procedura di stabilizzazione che dal 2007 è riservata a chi vanta più di tre anni di anzianità e 120 giorni di servizio, senza integrare la risposta, come richiesto, coi numeri necessari per interpretare il quadro generale e di conseguenza potervi intervenire con puntualità.

I vigili volontari discontinui sono distinti in due categorie: personale congedato dopo aver prestato servizio militare di leva in Italia e cittadini volontari che hanno seguito un corso specifico presso i comandi di appartenenza. Nelle Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione della PA (art 8 legge del 7 agosto 2015) è prevista l’ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l’eventuale istituzione, sopressione o modifica di nuovi ruoli e qualifiche, e una rideterminazione delle dotazioni organiche. L’argomento è quantomai attuale.

Dal Governo non emergono scenari di cambiamento per quanto riguarda l’ingaggio di questa forza lavoro dei vigili del fuoco. A parte le 355 assunzioni straordinarie in vista del Giubileo non sono previste ulteriori procedure di stabilizzazione.

Tuttavia la risposta fornita è certamente manchevole nei numeri, come richiesto, al fine di disegnare un preciso quadro sull’ingaggio dei “discontinui” e la loro operatività.

I vigili del fuoco sono un corpo che necessita di nuovi mezzi, finanziamenti ed una verifica sull’organico. Non bastano 355 assunzioni straordinarie. Serve un disegno organico che parta da un’analisi delle coperture territoriali.

Qui il testo dell’interrogazione