photo_2016-11-25_20-21-22È motivo di orgoglio e soddisfazione annunciare, proprio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che nell’ambito della discussione relativa alla Legge di Bilancio, sia stato approvato un emendamento, a firma mia e della collega Galgano, volto ad accrescere il Fondo del piano antiviolenza di ben 5 milioni di euro.

Questi fondi, la metà in più della dotazione originaria, saranno destinati ai centri antiviolenza e ai servizi territoriali che offrono assistenza alle stesse donne vittime di violenza.

È sicuramente un importante passo avanti che non dovrà necessariamente rimanere un caso isolato. Sono i numeri, impietosi, ad imporlo. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Oms infatti, un terzo delle donne nel mondo sono vittime di violenza e, in Italia, viene uccisa una donna ogni tre giorni. Un dramma di proporzioni immani al quale va messo un punto investendo sulle donne, sui loro talenti e sulle loro capacità, mettendole inoltre in condizione di poter coniugare la vita familiare e lavorativa.

Un’iniziativa, quella a tutela delle donne, che trova un valido ed efficace riscontro anche ad Imola dove, ormai da anni, il Centro antiviolenza Trame di Terre si impegna costantemente e concretamente a favore della tutela delle donne. Ulteriore segnale di quanto la tematica sia sentita nell’imolese è la recente costituzione di “PerLeDonne”, un’associazione di volontariato che ha come principale scopo quello di garantire l’affermazione e il riconoscimento sociale, culturale ed economico delle donne.

Sono felicissima se penso che, con questo importantissimo risultato parlamentare, potranno essere migliorati e resi più efficienti quei servizi che, presenti a livello locale, per primi si danno da fare per proteggere e dar sostegno alle donne.

Il passo successivo sarà un serio monitoraggio dell’utilizzo delle risorse stanziate per il piano antiviolenza.

E’ infatti noto come negli scorsi anni un terzo dei fondi istituiti per il suddetto piano antiviolenza non sono in realtà mai stati spesi, andando ad incidere sull’efficacia delle misure poste in essere  (diversi gli atti di sindacato ispettivo di mia iniziativa che lo dimostrano). Ho quindi impegnato il governo, attraverso un ordine del giorno che è stato approvato, ad un attento monitoraggio sull’uso delle risorse stanziate, a partire dai criteri di riparto delle risorse stesse che devono premiare anzitutto le realtà sul territorio che detengono indubbie competenze, frutto dell’esperienza e qualità del lavoro mostrati sul campo nel corso degli anni.
E sono certa che le associazioni stesse ci aiuteranno in questo monitoraggio.

Contro la violenza e il femminicidio la vera arma è il cambiamento culturale. Ripartiamo da qui.