Sono passati quasi 4 anni da quando il governo stanziò fondi per favorire la digitalizzazione delle piccole medie imprese. Ad oggi non è ancora possibile attingere a queste risorse.

In anni di scarsa crescita e competitività, agevolare gli investimenti in ammodernamento tecnologico e competenze dovrebbe essere al primo posto nell’agenda politica. I contributi stanziati erano stati pensati per l’appunto come aiuto alle pmi per l’acquisto di software, hardware o per il finanziamento della formazione del personale.

Come spesso accade però, la norma non ha visto attuazione, e le aziende ancora attendono queste risorse!

Ricordo in breve quando stabilito nel lontano 2013: con il Decreto Destinazione italiana erano stati stanziati 100 milioni di euro per la digitalizzazione e l’ammodernamento delle piccole medie imprese. Ogni piccola media impresa avrebbe potuto chiedere buono per un importo massimo di 10.000 euro. Per poter rendere operativa questa misura erano necessari una serie di decreti, alcuni dei quali effettivamente emanati.

Nel dicembre dello scorso anno ho quindi deciso di interrogare il governo affinché facesse chiarezza sulla questione. In tale sede emerse la necessità di attendere una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) grazie alla quale si sarebbe potuto completare l’iter.

3 marzo 2017. Era la data in cui questa delibera (in base a quanto dichiarato dall’ufficio investimenti per l’ambiente, le imprese e le aree urbane del Cipe) doveva essere emanata. Ma è stata stranamente espunta dall’ordine del giorno del Cipe.

Aprile 2017. Ho deciso di chiamare l’ufficio direttamente competente in materia. Questo quando mi è stato riferito “Pur essendo stato adottato fin dal settembre 2014 il decreto interministeriale recante la relativa disciplina, non è stato finora possibile aprire i termini per la presentazione delle domande di accesso al contributo in quanto non è ancora completata la procedura per l’assegnazione delle risorse finanziarie a valere sulle fonti individuate dalla norma istitutiva dell’intervento”

Ma non finisce qui. Mi era stato garantito che il Cipe si sarebbe riunito a Maggio e che quindi sarebbe stata adottata la delibera necessaria per l’avvio delle richieste fondi.

Non è stata tenuta nessuna riunione. Ancora una volta non sono stati rispettati i tempi. I fondi giacciono chissà dove senza poter essere usati…

Ho deciso di interrogare nuovamente il governo. Mi aspetto una risposta in tempi brevissimi. Se la mia richiesta non avrà ascolto mi troverò costretta a intervenire per altre vie.

 

-MM-