coding-national-curriculum-computingNel corso di questi anni ho contribuito al progetto  Programma il Futuro e volevo raccontarvi di cosa si tratta.

Il MIUR (Ministero dell’istruzione università e ricerca), in collaborazione con il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) e all‘intergruppo innovazione, ha avviato questa iniziativa fornendo alle scuole una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili con l’obiettivo di formare gli studenti ai concetti di base dell’informatica.

L’iniziativa nasce da un’esperienza di successo avviata negli USA che ha visto nel 2013 la partecipazione di circa 40 milioni di studenti e insegnanti di tutto il mondo. Sulla scorta di questa esperienza l’Italia sarà uno dei primi Paesi al mondo a sperimentare l’introduzione strutturale nelle scuole dei concetti di base dell’informatica attraverso la programmazione (coding).

Perché? Perché riteniamo che saper usare i computer, strumento lavorativo e di studio oggi essenziale, significa anche avere una conoscenza dei concetti base dell’informatica.

I benefici che determina questo approccio sono molteplici: il lato scientifico-culturale dell’informatica, definito anche pensiero computazionale, aiuta a sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere problemi in modo creativo ed efficiente. Per i ragazzi, il modo più semplice e divertente di sviluppare il pensiero computazionale è attraverso la programmazione (coding ) in un contesto di gioco.

Vengono dunque messe a disposizione delle scuole lezioni interattive e non, che ogni istituzione scolastica potrà utilizzare compatibilmente con le proprie esigenze e la propria organizzazione didattica.

Gli strumenti disponibili sono di elevata qualità didattica e scientifica, progettati e realizzati in modo da renderli utilizzabili in classe da parte di insegnanti di qualunque materia, senza una particolare preparazione scientifica. Il materiale didattico può essere fruito con successo da tutti i livelli di scuole, ma io ritengo importante partire in particolare dalle scuole elementari.

I risultati ad oggi della sperimentazione? 

Un milione di studenti raggiunti ognuno dei quali ha fatto mediamente 8,5 ore di pensiero computazionale, 4.500 scuole, 54.000 classi, 14.000 docenti.

Tali numeri corrispondono a circa il 15% del sistema scolastico italiano. Risultato eccellente in soli 2 anni, ma il nostro obiettivo è raggiungere almeno metà del sistema scolastico (da qui il nostro costante impegno come intergruppo e come parlamentari).

Prossimi step saranno quelli di una pressione parlamentare sulla Ministra dell’istruzione Giannini, che auspichi un supporto economico per il progetto per un periodo di tempo sufficiente a portare a compimento le sue azioni formative sugli insegnanti e verso gli studenti, e l’organizzazione di un evento di ulteriore rilancio dell’importanza della formazione informatica nelle scuole.

Vi invito a leggere questo interessante articolo di Enrico Nardelli che parla dell’importanza delle competenze informatiche e del coding nelle nostre scuole: “Il nuovo latino” (ma non così noioso :-P)

A presto per il seguito! 

MM