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Il ddl delega Madia, presentato in Parlamento il 23 luglio 2014,  approvato in prima lettura dal Senato il 30 aprile scorso, è stato licenziato venerdì 17 luglio dall’aula della Camera con 253 sì, 93 no e 5 astenuti.

Sono tra coloro che si sono astenuti per via di luci che sono contenute  in questo provvedimento e di ombre che abbiamo denunciato con forza in Aula.

In Commissione è stato fatto un gran lavoro per migliorare una riforma delicata e profonda: i 18 articoli iniziali sono divenuti 23 grazie all’approvazione di articoli aggiuntivi e proposte emendative.

Il ruolo unico per i dirigenti, che faranno carriera solo se riceveranno valutazioni positive, avranno incarichi a tempo e potranno essere demansionati; i licenziamenti saranno più facili e ci sarà una stretta sulle assenze, con il trasferimento all’Inps della competenza sui controlli in caso di malattia; il riordino delle società partecipate, autorità indipendenti e Corpo forestale verrà assorbito in un’altra forza di polizia: sono solo alcuni dei punti principali del disegno di legge delega sulla pubblica amministrazione, che ora torna al Senato per la seconda lettura.

Dovrà poi essere messo in pratica con i decreti attuativi.

Il mio auspicio è che i principi finalmente introdotti da questo provvedimento siano fissati in modo netto.

L’amministrazione digitale dovrà essere aperta e i processi digitalizzati in maniera efficiente, creando servizi fruibili online e di qualità.

Mi rammarico del fatto che l’AgID abbia in seno poche risorse, organico e potereVorrei la sua trasformazione in Autorità, con maggiori poteri, anche sanzionatori, e soprattutto un portafoglio con obiettivi specifici ed innovatori.

È un peccato che non esista un ministero ad hoc per l’Informatizzazione perché gli  investimenti strutturali per la digitalizzazione del Paese sono certa daranno in futuro risultati sia in termini di risparmio economico che di ottimizzazione e snellimento dell’organizzazione della nostra Pubblica Amministrazione.

Serve anche una maggiore interoperabilità dei sistemi a disposizione  per ottenere al meglio questi risultatiTutti gli enti  della Pubblica Amministrazione dovrebbero  poter condividere i dati per garantire una conoscenza rapida e immediata del lavoro svolto da tutte le pubbliche amministrazioni.

I cittadini devono ricevere risposte in tempi certi dalla Pubblica Amministrazione ed a questo proposito è delicato l’utilizzo del silenzio assenso per tutte le interazioni ed i concerti fra le amministrazioni.

Alternativa Libera ha proposto di non ricorrere al silenzio assenso nel caso di provvedimenti riguardanti  la salute, la tutela dei beni culturali e dell’ambiente.

È condivisibile l’introduzione del FOIA, ovvero il diritto per tutti i cittadini di poter avere accesso a tutti i documenti detenuti dalla Pubblica amministrazione.

Sono d’accordo sull’importanza della mobilità sui ruoli unici che vengono istituiti, ma ho chiesto tramite un Ordine del giorno che è stato accolto di impegnarsi sul fronte della valutazione dei dirigenti, per evitare di pagare lauti stipendi a chi, privo di incarico ed inadeguato, non subisce una valutazione negativa e resta a carico della cittadinanza.

È importante che l’azione dell’amministrazione persegua obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità attraverso la sua riorganizzazione e la gestione da parte dei dirigenti più meritevoli.

Mi aspettavo l’adozione di un Testo unico unitario, non modificabile se non con espressa previsione di legge e invece mi ritrovo a dover attendere l’adozione di uno o più decreti legislativi che regolino  la disciplina in materia di amministrazione digitale, partecipazioni societarie delle P.A. e servizi pubblici locali.

Le deleghe contenute nel provvedimento sono molte e il governo Renzi si è impegnato a provvedere entro la fine dell’anno.

In base al ddl delega entro 18 mesi l’esecutivo dovrà adottare un nuovo testo unico sul pubblico impiego.

Le solite promesse? Stiamo a vedere!

Di seguito, il video del mio intervento in Aula.