Alconferenza stampala fine è andata così, è arrivato Civati e si è preso Alternativa libera. Un gruppo nato dalla forte e comune opposizione al giogo decisionale del Movimento 5 Stelle, riunito nel voler portare avanti le proposte con le quali avevamo raccolto il sostegno degli elettori. Una linea e un programma erano in essere già dal primo giorno di vita di Al. Anche se mancava una strategia di comunicazione che li portasse fuori ed un lavoro di sintesi per quanto riguarda i punti su cui ci poteva essere attrito.

Stessa cosa non si può dire dell’unione con Possibile, avvenuta senza un confronto interno a monte, o quantomeno un’ufficializzazione della decisione presa da alcuni, e solo comunicata a cose fatte ai contrari. Aggravante a questo stile che preferisce il non detto alla limpidezza, è la liquidità di ciò che saranno le linee future che lo stesso Civati a più riprese ha rimandato all’assemblea di gennaio prossimo.

Il matrimonio con Civati ha malleato politicamente un gruppo che fino ad oggi aveva mantenuto trasversalità sui temi. E’ comprensibile il cercare di posizionare la componente dal punto di vista politico per una maggiore riconoscibilità, ma l’affiancamento di due componenti deve avvenire nel momento in cui è chiara la sovrapposizione della linea politica. Deve essere chiara la volontà di un percorso che se tocca alcune corde, come peraltro può accadere a Possibile con l’avvicinamento a SI, potrebbe non essere accettabile per tutti i membri della componente AL.

Continua il mio lavoro che fonda le radici sulla base generica del programma elettorale del M5s con cui sono stata eletta, e nel dettaglio per i temi per cui mi conoscete. Auguro ai colleghi un buon lavoro.