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Siamo veramente all’assurdo!

Ma è mai possibile che un semplice cittadino, per di più sindaco di una città e quindi quotidianamente sotto i riflettori dei media, venga a conoscenza di un’indagine a suo carico dalla stampa locale? Come può uno Stato non garantire il diritto di ogni persona a vedere tutelata la propria dignità e riservatezza, o quantomeno il diritto alla conoscenza rispetto agli atti di indagine che lo riguardano?

Ho interrogato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, relativamente all’ennesima fuga di notizie che ha portato alla ribalta l’indagine a carico di Federico Pizzarotti per la vendita della Stu Pasubio.

I fatti:
Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, sarebbe indagato per “turbata libertà di scelta del contraente” in relazione alla vendita della quota comunale di una società partecipata, la Stu Pasubio, incaricata di riqualificare un’ampia area alle spalle della stazione ferroviaria di Parma.

È semplicemente assurdo, ripeto, che Federico Pizzarotti, prima di ricevere una comunicazione ufficiale dell’indagine a suo carico, sia stato informato riguardo una questione che risale a circa 4 anni fa dalla stampa locale. Chi ha passato le carte ai giornali? Perché questa fuga di notizie tempestiva? 

La pubblicazione di notizie relative ad un’indagine in corso non possono e non devono in alcun modo ledere, oltre che un regolare svolgimento delle indagini stesse, soprattutto il diritto di ogni persona a vedere tutelata la propria dignità e riservatezza.

Per questo, ho chiesto al Ministro di indicare quali misure concrete saranno adottate affinché i principi del nostro ordinamento e le previsioni sulla divulgazione di notizie relative ad indagini in corso vengano scrupolosamente osservati. D’altronde non sono in tanti a possedere l’accesso agli atti di un indagato, non ci vuole molta fantasia per capire chi passa le carte ai giornalisti…