finmeccanicaLa nostra battaglia per la trasparanza e contro gli stipendi esagerati nella Pubblica Amministrazione continua.
Nei giorni scorsi, come ricordate, mi sono occupata di Sace; oggi la mia attenzione è rivolta a Finmeccanica, primo gruppo industriale italiano nel settore dell’alta tecnologia e tra i primi player mondiali in difesa, aerospazio e sicurezza che ha come suo maggiore azionista il Ministero dell’Economia.
Ma che cosa è accaduto?

La holding, nei giorni scorsi, ha comunicato di aver chiuso il primo trimestre con una perdita netta di 12 milioni a fronte di un utile per 6 milioni nello stesso periodo del 2013 a causa di una maggiore incidenza degli oneri di ristrutturazione e da un calo del margine operativo sceso a 153 milioni dai 161 dello stesso periodo 2013 che sembrano vadano attribuiti principalmente alle acquisizioni nel settore elicotteri che hanno determinato un dato complessivo per l’aerospazio e difesa superiore al 2013, nonostante il previsto calo dell’aeronautica.

Fin qui possiamo dirci dispiaciuti e un po’ addolorati – anche un po’ arrabbiati!-  nel vedere risultati e politiche inefficienti per settori nei quali l’Italia si è sempre contraddistinta quale eccellenza.

Ciò che pensavamo fosse uno scherzo – e che purtroppo è realtà – è quanto segue:

in una ulteriore  nota diffusa dalla società si afferma che «il ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che il rappresentante dello stesso ministero proporrà e voterà in assemblea la seguente proposta di compensi per il consiglio d’amministrazione: presidente 90mila euro lordi annui; per ciascun consigliere 80mila euro lordi annui».

Mi è venuta voglia di curiosare e scorrendo la relazione sulla remunerazione di Finmeccanica emerge che nel precedente triennio, 2011-2013, i consiglieri percepivano 60 mila euro lordi l’anno: dunque l’aumento è pari a 20 mila euro lordi a testa, da moltiplicare per 5 quanti sono i consiglieri, escluso presidente e amministratore delegato, espressi dal Tesoro.

Per quanto riguarda il presidente, invece, le novità rispetto al precedente esercizio sembrano in linea con la sobrietà richiesta alle presidenti di Eni, Enel e Poste. Nulla viene dichiarato circa la remunerazione che verrà corrisposta al nuovo amministratore delegato, Mauro Moretti.

Allora ho pensato che il minimo fosse chiedere al Ministro Padoan come sia possibile aumentare le remunerazioni dei componenti del consiglio di amministrazione a fronte delle perdite registrate dalla società.

Ma quando voi fate male il vostro lavoro o la società per cui lavorate è in perdita, vi aumentano lo stipendio di 1/3?

Non vedo l’ora di ricevere la risposta del Ministro…e la vostra!
Stay tuned!