IMG_8065Quando Erasmo De Angelis descrive il “giornalismo 2.0”, provando – e lasciandomi basita per il suo intento – di normalizzare le patologie del giornalismo, è comunque evidente come questa terribile deriva sia propria anche dell’azione politica. Ma noi non ci arrendiamo.

Veniamo al dunque: atto camera 3735, questo il riferimento del progetto di legge presentato a mia firma sulla riforma dei partiti, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. Testo che vuole garantire trasparenza e partecipazione, attraverso l’individuazione di regole certe. Una legge sui partiti per ridare centralità ai cittadini. Questo il mio obiettivo.

A differenza dei primi anni della Repubblica, oggi più che l’ideologia prevale l’ancoraggio a singoli sentimenti della società civile, con chiara predominanza della forma di propaganda quale calamita del consenso. Inevitabili sono la spettacolarizzazione e l’emergere di pochi protagonisti sulla scena mediatica che, con la sua dominanza e la sua velocità, ha fagocitato la concertazione collettiva. I partiti si sono così chiusi in se stessi e anche qualora abbiano tentato di aprirsi hanno ceduto al fascino della comunicazione sui social, verticalizzando i processi decisionali per la necessità di una più rapida comunicazione. Alla richiesta di partecipazione, i partiti hanno risposto accentrando il potere decisionale nelle mani di un dominus.

Sarebbe sbagliato forzare le associazioni partitiche in strutture preconfezionate. Non è questo lo scopo del mio progetto di legge. Pretendere chiarezza è invece l’azione chiave: pretendere che nello statuto del partito siano espliciti e non variabili i sistemi decisionali, i ruoli, i compiti e il percorso necessario per ricoprire gli incarichi dirigenziali.

Ecco spiegata la mia particolare attenzione al sistema Primarie: libero nella sua applicazione, ma con il rigore della chiarezza. Questo implicano i principi di trasparenza e democrazia. A queste consultazioni voglio affiancare i benefici di una corretta e sicura digitalizzazione, procedimento in grado di velocizzare le operazioni di scrutinio, di abbattere i costi e di dare sicurezza e legalità al voto. Basta scontri dopo le primarie ricche di brogli, basta ombre su consultazioni in house senza organi di controllo che certifichino la bontà del voto e la sua validità. Regole per una trasparenza coinvolgente. A questo voglio arrivare.