In tanti mi fate spesso queste domande. Così ho deciso di scrivere un post in cui rispondo ai più frequenti dubbi che mi ponete

1) Entrate in maggioranza?
No. Ci interessa dialogare nel merito delle questioni e dei provvedimenti. Staremo dalla parte degli interessi dei cittadini e nel nome di questi collaboreremo se c’è da collaborare, ma saremo anche duri e aspri se c’è da difendere una posizione.

2)Perchè non vi dimettete da parlamentari?
Perchè i cittadini che ci hanno eletti hanno capito benissimo che non siamo stati messi nelle condizioni di agire nel loro interesse e non ci chiede di tornarcene a casa, ma di metterci finalmente a fare quello per cui ci hanno votato.

Non siamo noi che dovremmo dimetterci, bensì quelli che ci lasciamo alle spalle. Sono loro che hanno tradito il mandato affidato dai cittadini. Noi abbiamo provato a cambiare le cose dall’interno, abbiamo denunciato, fatto battaglia. Ma il sistema di potere che hanno costruito è ambiguo, corporativo, inscalfibile restando dentro.

Anzi, facciamo appello e chiediamo aiuto a tutti, non solo agli attivisti deluso ma a tutte le forze democratiche in campo perchè ci aiutino a chiedere chiarezza su quello che succede lì dentro. Non è solo un problema nostro o dei nostri elettori, ma di tutta la democrazia.

Rimarremo qui nel nome della costituzione, che è l’unico statuto a cui siamo stati chiamati a rispondere e nel nome dell’art. 67 che prevede la libertà dal vincolo di mandato e rappresentiamo la nazionae intera, proprio per tutelare non tanto il deputato ma l’interesse di tutti i di cittadini

 3) Perchè queste cose non le avete denunciate prima?
> Non è vero che non lo abbiamo fatto. Lo abbiamo fatto eccome. Basta ascoltare i nostri interventi, come abbiamo votato in tante occasioni, i nostri atti di ribellione andando in tv. E poi c’è quello che voi non vedete. E cioè tutto quello che abbiamo provato a dire e fare al nostro interno, provando a tutelare il movimento dalla rappresentazione esterna della bagarre con la responsabilità che abbiamo nutrito nei confronti della nostra casa originaria. Ma la verità è che quella casa nn esiste più.

4) Gestione Economica: Rinuncerete ancora a parte dello stipendio?

Quella parte di stipendio la restituiremo come sempre fatto (ad oggi personalmente ho restituito 60.000 euro) nel nome di progetti di interesse collettivo come è nella nostra cultura. Stiamo pensando di creare una piattaforma dove analizzeremo progetti di giovani professionisti da tutta italia, che abbiano un valore sociale e li aiuteremo a realizzarli, perchè possano restare in italia e non fuggire all’estero.

Lo decideremo insieme ai nostri attivisti.
Guadate, noi non stiamo cambiando faccia. Le nostre facce e quello in cui crediamo non cambiano. Ora però vogliamo mettere in campo una rete sui territorio, di gente in carne ed ossa. E sosterremo le attività di tutti i militanti che vorranno dare una mano, far parte del progetto. Tante cose non sono decise, una volta liberi di tornare ai nostri compiti ora vogliamo riattrezzarci confrontandoci con chi ci vuole stare. Non decideremo da soli. Non siamo un pacchetto preconfezionato.

5) E’ scattata qualche goccia che ha fatto traboccare il vaso?
E’ da tempo che facciamo battaglia dentro e fuori il movimento. Ma sicuramente l’atteggiamento avuto nei confronti dell’elezione del pdr ci ha confermato quello che temevamo. Che il movimento ha due facce. Una verità pubblica che vale solo per noi. Una privata che vale per pochi eletti. In quella si fanno accordi che incarnano la peggiore politica. Chi ha deciso ieri che alle consultazioni di Renzi non si dovesse partecipare?

e poi i motivi sono tanti altri:

mancanza di un efficace sistema di partecipazione e sintesi politica che permetta un processo bottom-up. (promesso ottobre 2010 woodstock 5 stelle)
assenza di trasparenza nei processi decisionali (es: accordo con Farage; programma calato dall’alto)
nell’organigramma (rapporti familiaristici, coinvolgimento di un’azienda di famiglia…)
violazione dell’art. 4 del non-statuto per l’elezione del direttivo
mancato rispetto regole per le espulsioni
deriva anti-democratica per le minoranze (in Parlamento chiediamo il rispetto per le minoranze nel nome della democrazia, ma siamo i primi che non rispettano le minoranze interne e anzi cercano di annichilirle)
voluta e pianificata assenza di organizzazione a vari livelli: tra eletti sui territori, tra territori e parlamentari, ecc… Caos studiato ad arte per poter imporre direttive dall’alto e confermato dal sistematico sconfessamento di qualsiasi tentativo di organizzare qualsiasi forma di autorganizzazione della base (liquid feedback, sistema Barillari, piattaforma Liguria, piattaforma Toscana…)
scarsa valorizzazione e attenzione dei vertici rispetto ai territori, ai sindaci e ai consiglieri eletti, tranne sporadici casi di scagnozzi (o ruffiani) usati come capibastone.
assenza di regole e gestione arbitraria delle certificazioni delle iscrizioni
votazioni on line: mancata certificazione; preavviso scarso; tempo scarso; condizionamento del voto
questione server Carinelli (ossessione del controllo del gruppo parlamentare)
linea politica decisa dai vertici del M5S (mancanza di volontà di decidere la linea politica all’interno dell’assemblea parlamentare o con la rete; assenza dibattito sui temi)
miopia politica mai vista in precedenza (strategia originaria: entriamo, non facciamo niente tanto si torna ad elezioni tra 7 mesi, tutti a casa, vinciamo noi)
Che fate adesso? Che succede?
Ora  vorremmo tornare alla politica quella vera. Costruire un gruppo con tutti i deputati che condividono il bisogno di dare continuità alle idee che ci hanno aggregati. E’ un cantiere aperto. Non un pacchetto preconfezionato.Non siamo deputati di sinistra o di destra (se ve lo chiedono) e non perchè pensiamo che si tratti di categorie superate, ma solo perchè noi abbiamo deciso di non rappresentare quelle storie, ma di dare voce invece a tutti quei cittadini che di quelle storie non hanno fatto parte,o che pur avendone fatto parte,  non si sono sentiti rappresentati dalle incoerenze e dai fallimenti che hanno registrato in questi anni, e oggi ci chiedono di fare quello a cui già due anni fa eravamo stati chiamati. Tornare a credere nella politica, tornare ad una democrazia diretta dove i cittadini siano veramente protagonisti, dove possano davvero interloquire con i deputati  per confrontarsi sulle proposte di legge, per riuscire a fare davvero insieme a noi le cose. Ma non dimentichiamo che a noi sta il dovere di avere più responsabilità, di studiare di più, di impegnarci di più, di crederci di più, perchè è vero che siamo tutti cittadini, ma è vero pure che se i cittadini è a noi che si sono affidati vogliano  da noi una maggiore assunzione di responsabilità. Nelle condizioni in cui siamo stati messi abbiamo provato a fare il possibile, ma ogni giorno, è sempre più difficile dare continuità a questo mandato.. Per continuare, dobbiamo uscire dall’angolo in cui insieme a noi sono stati messi tutti i cittadini che hanno creduto.